Citation (Clubiste_du_92 @ Oct 29 2004, 16:41 )
Forza-ca est-ce que tu pourra nous commenter des articles des journaux italiens de temps en temps?

Citation ("La Gazzetta dello Sport")
MILANO, 30 ottobre 2004 - Una doppia maledizione. L'Inter pareggia 1-1 con la Lazio (che non batte da otto anni e mezzo) la settima gara su nove in campionato, subisce l'ennesima rimonta e perde ulteriore terreno dalla vetta. Un risultato che pesa come una sconfitta, al termine di una gara giocata male nel primo tempo, ma gestita senza problemi dopo il vantaggio firmato da Adriano a inizio ripresa. Una gara divenuta, però, un incubo quando alla prima occasione del tempo Talamonti beffa
Mihajlovic e Fontana. Nei dieci che restano succede di tutto, comprese due clamorose palle gol per Recoba, con Trefoloni che perde il controllo del match e i nerazzurri quello dei nervi, fino a rischiare addirittura la beffa.
GLI SCHIERAMENTI - Inter col rombo, a sinistra c'è Davids per Stankovic. Adriano non riposa, al suo fianco c'è Cruz. In difesa si rivedono Ze Maria e Mihajlovic. Formazione obbligata per Caso, visto che all'ultimo si blocca anche Di Canio. Alle spalle di Rocchi ci sono Manfredini, Pandev e Filippini.
LA GARA - L'Inter capisce subito che può scordarsi la libertà goduta a Lecce. La Lazio operaia sarà anche incerottata, ma combatte su ogni pallone come dovrebbero fare i nerazzurri per far emergere il superiore tasso tecnico. I biancocelesti sono corti e ben messi in campo, con Filippini che di fatto si piazza in linea con Giannichedda e Dabo e la coppia Manfredini-Pandev capace di tamponare e ripartire per assistere Rocchi. Anche se faticano a rendersi pericolosi, i romani impediscono all'Inter di sviluppare le consuete trame. Forse perché contratti per l'obbligo di vincere (senza dimenticare che non battono la Lazio da 16 gare di campionato), i nerazzurri sono poco lucidi nei passaggi e provano a saltare il centrocampo con lanci lunghi che esaltano Couto e Talamonti (duro ma efficace).
Davids sul centrosinistra è spaesato, non trova il passo per tamponare Oddo quando si sgancia né il tempo per gli inserimenti in avanti (andrà un po' meglio con l'ingresso di un ottimo J. Zanetti per Favalli). Nel primo tempo è opaca anche la regia di Veron, non aiutato dai compagni che vanno poco e male negli spazi. Vertice avanzato del rombo, Emre fatica a spegnere la fonte di gioco avversaria per il semplice fatto che quel giocatore Caso non ce l'ha e i suoi avanzano compatti, trovando sempre l'uomo libero con cui neutralizzare il pressing interista. Visto che Cruz è impalpabile, come troppo spesso gli accade, e Adriano partendo dalle fasce non punge, non è un caso che le uniche occasioni dei primi 45', fatta eccezione per un contropiede Rocchi-Filippini, arrivino su calcio piazzato. Meritati i fischi (sono i primi della stagione) che accompagnano i nerazzurri negli spogliatoi.
Quasi si sia inventata il ripristino del "minuto solare", la Lazio rientra in campo con sessanta secondi di ritardo. Quelli che bastano ad Adriano per trasformare in oro il lancio lungo di Mihajlovic. Un gol che potrebbe cambiare il quadro psicologico e tattico della gara, ma i nerazzurri non trovano subito il raddoppio e Mancini non li aiuta tardando l'inserimento di un contropiedista al posto di una delle punte. Quando al 65' Recoba rileva Cruz, Caso ha già cambiato due pedine (Seric per Filippini e De Sousa per Pandev). Il copione cambia poco, perché malgrado lo svantaggio la Lazio rimane nella propria metà campo, affidandosi alle ripartenze di Rocchi e De Sousa. Con gli spazi chiusi e la diga Dabo-Giannichedda davanti alla difesa, l'Inter fatica a trovare varchi, ma ha il merito -complice l'evanescenza laziale - di non andare mai in sofferenza. Fino alla beffa di Talamonti, cui non riesce a replicare Recoba, che su punizione centra la traversa.